Addio ad archivi e faldoni, grazie alla fatturazione elettronica.

Addio ad archivi e faldoni, grazie alla fatturazione elettronica.

14 novembre 2018|Categoria: Aggiornamenti|

Fattura elettronica: farà davvero risparmiare? 

Dal 1° gennaio 2019 tutti i privati italiani (esclusi minimi e fornitori esteri) avranno l’obbligo di emettere e ricevere fatture elettroniche. La direttiva si estende anche alla conservazione delle fatture stesse per dieci anni, secondo norma di legge. Un provvedimento positivo, forse destinato a diventare il giusto volano per la digitalizzazione. Le aziende potrebbero cogliere la palla al balzo avviando, accanto alla fatturazione elettronica, anche un processo di gestione digitale di tutti i documenti, le informazioni e i processi aziendali. Ne deriverebbero concreti vantaggi, anzitutto in termini di risparmio!

Quali sono i dati relativi all’emissione delle fatture in Italia?

Stando allOsservatorio Fatturazione Elettronica ed eCommerce B2B del Politecnico di Milano, le fatture emesse in Italia verso privati sono 1,3 miliardi, alle quali va inoltre sommato circa un miliardo di fatture verso i consumatori, per un totale di circa due miliardi e mezzo di documenti. Il costo medio oscilla tra 1,80 e 3,70 euro, a seconda delle modalità di spedizione e consegna della fattura.

Cosa cambierà, in termini di costi, con la fatturazione elettronica b2b?

I costi del digitale sono molto ridotti: per la medesima quantità, le fatture costano tra 0,90 e 1,80 euro. Il risparmio, quindi, è sensibile. Da dove deriva? Per lo più dalla riduzione dell’impiego di mano d’opera e di gestione.
La fatturazione elettronica farà risparmiare tempo: non sarà più necessario perdere ore di lavoro con telefono o mail, nel tentativo di rintracciare le fatture spedite. Non servirà stampare, imbustare e spedire i documenti, quindi non sarà più necessario gestire archivi fisici! Un esempio pratico? Un’azienda di medie dimensioni, con più di 3.000 documenti annui tra fatture attive e passive, potrebbe risparmiare tra i 7,50 e gli 11,50 euro grazie alla fatturazione elettronica
Inoltre il formato standard del ciclo passivo, già utilizzato per la PA, faciliterà le pratiche di registrazione, contabilizzazione e riconciliazione bancaria, diminuendo i tempi di gestione.

Quale potrebbe essere il valore aggiunto?

Spendere meno e guadagnare tempo, già un bel vantaggio! Il vero valore aggiunto, però, potrebbe essere lo stimolo alla gestione digitale dei documenti. Se la fatturazione elettronica portasse alla digitalizzazione di tutti i documenti del ciclo dell’ordine, nelle relazioni imprese/PA si potrebbe già stimare un risparmio di 6,5 miliardi l’anno
In che senso? La stima si deve alla somma dei costi per materiali, spazi e manodopera impegnata per attività a scarso valore aggiunto. Il risparmio potrebbe trasformarsi in una spinta per la competitività del PaeseÈ fondamentale allora che la fatturazione elettronica diventi lo stimolo per la creazione e diffusione della cultura digitale in Italia. 
Uniformare tutta la documentazione aziendale in un unico processo digitale sarà il passo successivo. Solo così le aziende saranno in grado di controllare e gestire la documentazione in ingresso, in itinere e in uscita (non solo FE, ma anche DDT, documenti di ordine e consegna etc.), creando flussi di lavoro operativi, tracciabili e archiviabili.

Un bel salto di qualità! Dall’obbligo di legge, all’ottimizzazione dei processi aziendali.😉

Credits: Agendadigitale.eu