Qual è lo stato della digitalizzazione dei processi amministrativi? Se ne è parlato nell’incontro tra Governo, istituzioni e associazioni di settore, avvenuto il 9 maggio scorso a Roma, nella Sala degli Atti parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”. Focus su Fatturazione Elettronica (FE) nel B2B che intravede all’orizzonte alcune collaborazioni attive e continuative tra pubblico e privati, oltre a una nuova apertura sul fronte degli incentivi per le imprese. Roberto Bellini, Direttore Generale di AssoSoftware, associazione nazionale delle aziende IT, ha sancito il primato dell’Italia a livello mondiale nella trasmissione telematica delle dichiarazioni nel pubblico, sottolineando però l’avvio ancora titubante della stessa nel B2B. Un processo che punta all’efficienza e alla trasparenza delle relazioni con la pubblica amministrazione e che rappresenta la chiave di volta per un recupero di competitività dell’economia italiana. Serve quindi un’accelerazione: su un totale di 1,3 miliardi di fatture scambiate in Italia infatti, solo 80 milioni vengono trasmesse telematicamente, ovvero il 6%.

La parola ai politici

Rossella Orlandi, direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, sostiene che l’introduzione di un eventuale obbligo per la Fatturazione elettronica B2B è una decisione che deve essere presa a livello politico, anche se ormai il processo è irreversibile: “Il mondo sta andando in quella direzione, la telematica e la digitalizzazione sono un fattore imprescindibile nella vita di tutti e lo sono anche per la PA, per semplificare la vita dei contribuenti e la normativa”.

Luigi Casero, vice-ministro dell’Economia e delle Finanze, ha dichiarato: “Occorre incentivare l’adozione volontaria della FE perché conviene a tutti: imprese e PA trarranno vantaggi in termini di efficienza e competitività dalla digitalizzazione in sinergia con intermediari e produttori di software. Il passaggio alla FE, inoltre porterà a una semplificazione della modulistica e degli adempimenti.”

Tra il dire e il fare c’è di mezzo… il driver

Ma la strada appare lunga e in salita. Il primo passo è comunque individuare i driver in grado di accelerare la consapevolezza del vantaggio e della convenienza derivante dall’introduzione della fatturazione elettronica. Se le aziende concorrenti sullo stesso mercato facessero gioco di squadra e si accordassero, potrebbero offrire una soluzione condivisa e trasversale per rendere interoperabili i software gestionali, a prescindere dal produttore del software stesso. Come ha ribadito Assosoftware, infatti, lo Standard di interoperabilità permetterebbe lo scambio di documenti contabili tra diversi software gestionali, utilizzati da imprese e intermediari. Lo standard consentirebbe di interpretare correttamente il contenuto del corpo fattura per l’acquisizione della fattura d’acquisto con effetto su riconciliazioni con ordine e DDT, controllo carico del magazzino, controllo delle scadenze di pagamento e contabilizzazione ai fini generali e IVA. In questo modo sparirebbero gli interventi manuali e si risparmierebbe tempo, i controlli diventerebbero automatici, la correttezza del dato sarebbe garantita e gli errori tenderebbero a zero.

Lo standard possibile con il contributo di tutti

AssoSoftware si fa garante per il mantenimento e lo sviluppo futuro del nuovo standard di codifica della fattura elettronica, al quale tutti possono aderire con l’obiettivo ultimo di semplificare la vita alle aziende e agli operatori. Per implementarlo è richiesta la sottoscrizione di uno specifico Protocollo d’Intesa che permette di monitorare la diffusione delle informazioni e rendere pubblico l’elenco delle aziende aderenti (consultare il sito di AssoSoftware).