Dove affondano le radici delle nuove imprese 4.0? Per averne un assaggio, seguiteci nel rapido esame di alcuni concetti base. Scopriremo come coniugare concretamente le nostre esigenze di business alla nuova rivoluzione industriale.

Apprendimento automatico

Stiamo vivendo una nuova rivoluzione tecnologica, nella quale sensors, fast data e intelligent systems sono gli strumenti, e gli algoritmi di apprendimento automatico gestiscono quasi tutto. Di cosa si tratta? L’apprendimento automatico (machine learning) è un sottocampo dell’informatica che fornisce ai computer la capacità di imparare senza essere stati esplicitamente programmati per farlo. Viene impiegato sempre più spesso come strumento per aiutare le compagnie a gestire milioni di dati, condensarli in ciò che è effettivamente significativo, e predire cosa potrebbe accadere in futuro. In poche parole, l’apprendimento automatico aiuta gli uomini a prendere decisioni guidate da dati precedentemente analizzati.

Grazie ai modelli predittivi in tempo reale, cioè in grado di generare delle previsioni, una volta che un punto di generazione di dati (data point) è stato osservato, non dovrebbe più aver bisogno d’essere visto. Immagazzinare dati analizzati in precedenza, in fondo, occupa semplicemente tempo e memoria d’uso, mettendo a disposizione un buon numero di big data già a riposo. Queste previsioni in tempo reale sono anche conosciute come algoritmi di apprendimento automatico progressivo, nel senso che diventano progressivamente più intelligenti ad ogni data point aggiunto.

L’apprendimento automatico offre quindi soluzioni pratiche che possono massimizzare l’utilizzo delle risorse, prolungare la durata di sensori IoT, piattaforme e network, e rendere possibile l’architettura di servizi dinamici.

Sensor, devices e big data

L’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico non contano nulla senza una gran quantità di dati. Al crescere di dispositivi connessi -semplici sensor e IoT networksil volume dei dati raccolti cresce simultaneamente a livello esponenziale. L’industria globale, manifatturiera, aeronautica e militare ha usato sensori costosi di vario genere per decenni. Adesso, invece, è decisamente insolito acquistare prodotti elettronici che non utilizzino sensori nel tentativo di creare nuove esperienze per gli utenti. La tecnologia MEMS (Micro Electro-Mechanical System) diventa meno costosa e ulteriormente miniaturizzata, a sua volta alimentando la possibilità di nuove applicazioni, nuovi prodotti e nuove costruzioni di servizi.

I sensori stanno quindi vivendo una specie di rinascimento, accettando la sfida di un continuo adattamento ad ambienti e condizioni in costante evoluzione. L’era della sensor technology è proprio dietro l’angolo, non resta che cogliere al volo l’opportunità. Con Sonar tutto questo è già una realtà. Grazie all’applicazione di sensori abbiamo la possibilità di sapere, ad esempio, quando una macchina uscirà dai parametri stabiliti o rischierà di rompersi. Questo fornisce già da adesso la possibilità di segnalare automaticamente il guasto al manutentore.

Un domani, AI e apprendimento automatico permetteranno al software di predire un evento senza bisogno di essere stato esplicitamente programmato per farlo, semplicemente grazie all’esperienza accumulata correlando tutti i dati registrati della singola macchina con quelli di tante altre. Non solo, con un semplicissimo tag NFC o RFEED sarà possibile fornire al manutentore ulteriori informazioni, su tablet o addirittura attraverso strumenti di realtà aumentata, riguardanti il tipo di manutenzione da eseguire, le modalità, i materiali, le tempistiche etc.

Un bel vantaggio, no?