Industria 4.0 e PMI, tre paesi a confronto: chi punta solo sulla tecnologia e chi anche sulla valorizzazione del capitale umano?

 

Da Industria 4.0 al piano Impresa, il raggio d’azione dell’Italia 4.0 sembra destinato ad ampliarsi, puntando su competenze e lavoro, incentivi e formazione. Da un intervento di Gianni Potti, un illuminante confronto tra Italia 4.0 e altri due paesi a forte presenza di PMI. Prendendo a riferimento tre paesi con un tessuto industriale molto simile, scopriremo tre diverse interpretazioni della quarta rivoluzione industriale.

Proviamo dunque a confrontare il sistema italiano con due realtà economiche diverse ma tutte caratterizzate da un forte tessuto di PMI: Germania e Giappone. Seguiamone l’evoluzione 4.0 da Technology Driven a Human Driven, passando per efficienza e produttività, formazione e attenzione alle risorse umane.

1-   Germania:

superando il semplice concetto di Information Technology, il mondo tedesco propone l’approccio centralizzato e deterministico Computer Integrated Manifacturing (CIM), portando avanti un sistema informatico fortemente integrato con il sistema fisico, con il quale interagisce in ogni momento (cyber physical systems).

L’obiettivo è la generazione e l’acquisizione dei dati, la loro computazione ed aggregazione ed infine il supporto al processo decisionale. Fondamentale la presenza di oggetti interconnessi che, grazie a sensori, attuatori e connessioni di rete, generano dati di diverso tipo.

Iot, cloud e realtà virtuale sono le tecnologie che abilitano il servizio di Digital Twin. Permettono cioè al CPS di esistere, in quanto sistema in cui gli oggetti fisici sono affiancati dalla propria rappresentazione nel mondo digitale, sono interconnessi ed integrati con elementi dotati di capacità di calcolo, memorizzazione e comunicazione.

In sostanza, il modello tedesco punta ad un risparmio dei costi ed al miglioramento del sistema Industria 4.0, grazie ad efficienza e produttività. (Continua)

Credits: agendadigitale.eu; Mattino di Padova