Lavori a contatto con minori e obbligo del certificato penale del casellario giudiziale

In attuazione della Direttiva Europea n. 2011/93/, è stato emanato il D.Lgs. 4/3/ 2014 n. 39 contenente norme di contrasto agli abusi e allo sfruttamento dei minori, che ha introdotto, per ciò che qui può interessare, norme di diretto interesse per i datori di lavoro, ancora oggi attuali.

La norma, entrata in vigore il 6 aprile 2014, dispone che tutti i datori di lavoro/committenti che intendano impiegare una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate, che comportino contatti diretti e regolari con minori (età inferiore a 18 anni), devono acquisire, previo consenso del lavoratore interessato, il certificato penale del casellario giudiziale, al fine di verificare l’esistenza di condanne, ovvero di sanzioni interdittive all’esercizio di attività a contatto con minori, per taluno dei seguenti reati:

  • prostituzione minorile (art. 600-bis) pornografia minorile (art. 600-ter) detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater) iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies) adescamento di minori (art. 609-undecies).

 

La sentenza

in pillole

Il datore non è responsabile per la caduta del dipendente sul pavimento bagnato

Corte di Cassazione Sentenza n.14066 del 23 maggio 2019

La Corte di Cassazione con la sentenza in epigrafe, ha escluso la responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio occorso ad una lavoratrice, che scivolava a terra riportando una frattura alla gamba, nel percorrere un pavimento bagnato mentre erano in corso le pulizie, nonostante la presenza di adeguata segnaletica di attenzione.

 

Curiosità

Le lavoratrici giapponesi si ribellano ai tacchi alti

Nei giorni scorsi è apparsa sulla stampa italiana una notizia curiosa: la nascita in Giappone, ad inizio anno, del movimento KuToo (dalle parole giapponesi “kutsu” – scarpe – e “kutsuu” – dolore- con richiamo al movimento MeToo), ad opera della scrittrice freelance Yumi Ishikawa, che ha lanciato la campagna di protesta “Mai più al lavoro con i tacchi alti”.

 

 

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